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Candidatura Unesco delle Colline del Prosecco

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L’Italia è candidata all’Unesco 2017/2018. Protagoniste sono le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. L’area interessata è appunto la zona di produzione del Prosecco DOCG.

Si tratta di un progetto che ha lo scopo di promuovere l’Italia nel mondo evidenziando come il lavoro umano e l’ecosistema possano fondersi in una positiva coesistenza.

L’inserimento di questo territorio nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco porterebbe ad un consolidamento della già ottima posizione dell’Italia nella lista dei Paesi con maggior numero di riconoscimenti. Essa oggi conta 51 siti protetti ed è seguita dalla Cina che ne detiene 50 e dalla Spagna che ne conta 49.

Questa notizia è la rappresentazione che una viticoltura condotta in modo sostenibile ed innovativo non solo non si oppone ad un vivere sano e bello ma anzi, riesce a dar vita ad un paesaggio esteticamente armonioso oltre che ad una sorgente di reddito.

Già alcuni anni fa, nel 2009, vi era l’idea di una possibile candidatura a patrimonio dell’Unesco del Prosecco. Solo un anno più tardi, nel 2010 l’Unesco inserì il sito di Conegliano e Valdobbiadene nella lista positiva nazionale. Seguirono lavori di analisi e ricerca finché nel 2015 il sito fu iscritto nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Tradizionali. Questo fu un passaggio fondamentale per la successiva candidatura nella lista Unesco.

Possiamo dunque affermare che l’agricoltura italiana non è solo economia ma è anche cultura e storia. Le conoscenze produttive sono tutt’oggi in continua evoluzione senza mai dimenticare il passato.

Questi sono i punti basilari che conferiscono valore alla zona:

  • Natura: il territorio è favorevole alla coltivazione della vite e le sue forme collinari offrono un grande effetto scenografico.
  • Architettura: lo spazio è ricco di borghi, chiese, rocche, castelli il tutto ben preservato.
  • Arte: gli artisti locali nel corso della loro vita hanno rappresentato nelle loro opere questa area. Due importanti maestri del Rinascimento Italiano sono i protagonisti: Giovanni Battista Cima da Conegliano e Giovanni Bellini.
  • Vino per vocazione: trattasi di un luogo caratterizzato da produzioni vinicole e spumantistiche di qualità come la DOCG Conegliano Valdobbiadene e la DOCG Superiore di Cartizze.
  • Tradizione ed innovazione: da molti anni la viticoltura e la produzione spumantistica sono pilastri fondamentali in questa terra. Ricordiamo il lavoro svolto in passato e gli studi che hanno reso e rendono tutt’oggi possibile l’evoluzione di questa scienza. Nel 1876 nasce proprio a Conegliano la prima Scuola Enologica Italiana; nel 1923 fu fondato nella stessa città l’Istituto Sperimentale per la viticoltura ed infine sempre qui troviamo la sede del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia.

La candidatura ha dunque due effetti: in prima battuta accresce il valore ambientale e culturale e dall’altro consolida il posizionamento a livello mondiale di una delle produzioni vitivinicole più preziose e meritevoli del nostro Paese.

Coldiretti afferma che nel 2016 le vendite di Prosecco nel mondo sono cresciute del 25% rendendolo il vino italiano il più esportato.

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