area riservata | contatti

Come va conservato il vino sfuso?

Comprare vino bianco colli di Treviso sfuso è diventata, negli ultimi tempi, un’abitudine molto apprezzata sia dagli appassionati del buon vino che dai semplici amatori.
Il ritorno alla tradizione si traduce infatti con molti vantaggi, tra cui il notevole guadagno economico ottenuto risparmiando su contenitori, etichette e imballaggi.
Si parla addirittura di circa il 60% in meno rispetto ai prezzi del commercio usuale.
Il gusto non ne risente, ma bisogna fare molta attenzione a come conservare il vino sfuso.
Le regole da seguire sono poche e non richiedono spese particolari, solo: cura, igiene e scrupolosità nel lavoro.

prosecco-sfuso


Punto primo, è assolutamente consigliato procedere subito all’imbottigliamento, entro e non oltre i 10 giorno dall’acquisto ad una temperatura tra i 12 e i 15° C.

Il periodo più adatto, in quanto favorisce la fermentazione, è quello compreso tra i mesi di febbraio e aprile. Preferibilmente in giornate soleggiate.
Anche il tipo di bottiglia utilizzato non è affidato al caso.
La “Champagnotta” di 700 grammi o più risulta ideale: robusta quanto basta per sopportare l’attività di fermentazione e scongiurare rotture.
Se invece si opta per il riciclo di vecchie bottiglie, occorre accertarsi di averle ben pulite con acqua calda e senza uso di detergenti e quindi passare all’asciugatura.
Prima del travaso, va inoltre verificata la presenza di muffe o strani odori.

Le bottiglie devono essere riempite lasciando un intervallo d’aria di circa 5-7 cm tra tappo e vino. Lo sviluppo di CO2 che avviene durante la rifermentazione, ha così libero spazio di movimento.
Per la chiusura va benissimo il classico tappo a vite a corona con bidule.
Sono modelli economici ed evitano gli inconvenienti tipici del sughero, come il cattivo sapore e la mancanza di tenuta.
Una volta tappate, le bottiglie possono essere riposte in posizione eretta e in luogo fresco e asciutto, a temperature di 15°-18°C.
La luce diretta e gli sbalzi di calore causano difatti l’alterazione delle proprietà organolettiche del vino.

La conclusione della rifermentazione dura – in genere – al massimo due mesi, con tempi che variano a seconda della pressione atmosferica, delle temperature e dell’umidità proprie dell’ambiente in cui le bottiglie sono state riposte.
Per testare che il vino sia pronto è sufficiente prendere una bottiglia campione e agitarla.
Se in controluce si scorge un residuo sul fondo, allora è quasi giunto il momento di passare alla degustazione. Da inizio intorbidimento bisogna attendere almeno un mese e poi si può stappare.
Le attrezzature necessarie per le fasi di travaso e tappatura sono disponibili presso i negozi specializzati e consorzi agrari.

Se, invece, avete voglia di gustare un Prosecco già imbottigliato, vi suggeriamo di vistare il nostro store online: shop.valdoca.com.

Pin It

Curiosità

Credits

design by Grafica360

development by Simple

×