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Il favorito delle feste: Prosecco o Champagne?

 

Dire feste è come dire bollicine, ma sempre più , nel mondo, non parlano il francese ma un puro e soave italiano.
Anche il 2016, ricalcando l’andamento dell’anno precedente, si è concluso stappando una bottiglia tutta italiana di spumante per Natale.Prosecco o Champagne per le feste

In Italia la spesa per i brindisi che hanno suggellato le festività 2016-2017 sono valsi un fatturato pari a 510 milioni di euro (fonte ONAV). La cifra comprende sia la spesa per le bottiglie dei vini per Natale che sono state stappate in casa, sia le etichette di spumante per capodanno che sono state regalate ad amici e parenti e i bicchieri consumati al tavolo di un locale.All’interno della spesa per le bollicine consumate fra Natale e Capodanno 2016 non sono presenti solo etichette della penisola, ma anche estere, che risultano, nettamente in calo, con una contrazione pari al 21%.

La tendenza: etichette secche e meno alcoliche

Il trend che è stato possibile rinvenire attraverso i consumi, sottolinea la preferenza, da parte degli acquirenti, di vini per Capodanno maggiormente secchi e soprattutto dal gusto meno alcolico. Questo vale sia per i prodotti realizzati con metodo Tradizionale (rifermentazione in bottiglia), sia attraverso il metodo Charmat (autoclave): a confermarlo è l’Osservatorio Economico sui vini effervescenti che da un quarto di secolo valuta l’andamento dei mercati e le preferenze da parte del pubblico di intenditori.

A primeggiare sono quindi il Prosecco Spumante extra dry ed il brut. Questi durante le festività hanno segnato la fine del 2016 e sono riusciti a distanziare il Prosecco Dry.  Mente la denominazione Valdobbiadene Superiore di Cartizze è di gran lunga apprezzato proprio nella versione Dry.

I numeri del Prosecco durante le festività 2016-2017

Sono 12 milioni le bottiglie che sono state stappate in Italia nella sola notte di Capodanno: nel particolare 7 tavole su 10 hanno visto protagoniste bottiglie di Prosecco D.O.C., mentre 3 tavole su 6 hanno ospitato etichette di Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

A calare nettamente è stato il consumo di Asti D.O.C.G. assieme a tutti gli spumanti dolci. Nell’insieme non sono riuscite a raggiungere le 11 milioni di bottiglie.

I prezzi al consumo mostrano una situazione assolutamente in crescita: i valori medi dei costi delle bottiglie di Prosecco spumante vendute nella grande distribuzione sono compresi fra i 6 e i 9 euro mentre salgono ad una forbice compresa fra i 18 e i 25 euro per le vendite in horeca.
In termini assoluti le vendite hanno quindi eletto al primo posto il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. e Prosecco D.O.C, con 30 milioni di bottiglie vendute. Seguono gli 11 milioni di spumanti dolci, 10 milioni di bottiglie realizzate con metodo tradizionale e dalle 7,5 milioni di bottiglie tendenzialmente di origine differente dai brut.
Un quadro abbastanza chiaro, quindi, che dimostra come il prosecco italiano sia molto più apprezzato da un pubblico sempre più vasto, non solo di estimatori italiani, ma anche all’estero, dove le vendite conquistano l’1% in più di crescita.

E voi, quale bollicine avete scelto?

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