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Il metodo di produzione del Prosecco: la rifermentazione in autoclave

Apprezzato da secoli in Italia, oggi il Prosecco è il vino spumante più venduto nel mondo, con un numero di bottiglie distribuite nei ristoranti e nelle enoteche dei cinque continenti superiore persino a quelle del prestigioso Champagne.
Quali sono i motivi alla base del successo sempre crescente di questo prodotto, diventato ormai un vanto del Made in Italy nel settore enogastronomico?

Sicuramente, la ragione principale va ricercata nel metodo produzione Prosecco, che deve rispettare un rigoroso disciplinare, e nella precisa individuazione delle zone di produzione, che consentono l’apposizione dei marchi DOC e DOCG accanto alla denominazione “Prosecco“.

Vitigni Glera Prosecco

Un metodo di produzione che garantisce gusto e qualità

Il Prosecco segue un metodo di produzione che viene comunemente indicato come metodo Charmat o Martinotti. Questo percorso produttivo prevede, successivamente alla vinificazione e alla filtrazione, la rifermentazione del vino su una base di lieviti e zuccheri all’interno di autoclavi pressurizzate. Queste strutture presentano un’intercapedine necessaria alla refrigerazione del vino. Il prodotto rimane in autoclave per una durata molto breve (15-20 giorni) se paragonata alla lunga fermentazione in bottiglia tipica del metodo Classico, adottato nella produzione dello Champagne.

Successivamente alla presa di spuma da parte del prodotto, esso viene trasferito in un’altra autoclave con travaso isobarico (per non disperdere l’anidride carbonica), refrigerato e nuovamente filtrato per assicurarne la dovuta limpidezza. In seguito il Prosecco viene imbottigliato e tappato con tappi a fungo (di sughero) o in plastica.

La ragione per cui viene preferito l’utilizzo delle autoclavi nella produzione Prosecco risiede nel fatto che in tal modo vengono preservati gli aromi fruttati e delicati di questo vino.

A seconda della pressione cui viene sottoposto durante la produzione e il successivo imbottigliamento, il Prosecco avrà la qualità di vino frizzante o spumante. Quest’ultimo sarà più o meno dolce, in base alla quantità residua di zuccheri presente nel prodotto. Solitamente, il Prosecco viene commercializzato nelle versioni dry, extra-dry o brut.

Esiste anche una qualità di Prosecco prodotta tramite rifermentazione in bottiglia, secondo i dettami del metodo Classico: si tratta del cosiddetto Prosecco Col Fondo, ancora poco diffuso, ma molto apprezzato da un pubblico di nicchia.

Zona produzione Prosecco: Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Se il Prosecco oggi può vantare un mercato così ampio su scala mondiale, lo si deve anche ad una rigida regolamentazione normativa, che consente di identificare con tale nome solo i vini prodotti in determinate zone.

In particolare, il Prosecco viene prodotto su un territorio che comprende gran parte del Veneto e in tutta la regione del Friuli-Venezia Giulia. Il pregiato vitigno da cui si ricava questo vino è il Glera, le cui uve devono rappresentare almeno l’85% del totale delle uve utilizzate nella produzione. Il Prosecco vanta la denominazione di origine controllata e in alcune zone anche garantita, come nel caso del Prosecco DOCG di Conegliano-Valdobbiadene.

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