La Strada del Prosecco è un percorso
conosciuto e rinomato che regala emozioni spesso dimenticate. Circondati
dai filari di viti inerpicati sulle colline, le sensazioni che si
provano sono intense ed accrescono mentre ci si addentra in questo luogo
dove il tempo sembra essersi fermato.
Incastonato tra le storiche cittadine di Valdobbiadene e Conegliano,
l'itinerario conduce il visitatore alla scoperta dell'area del Prosecco
DOCG e della zona del prestigioso vino "Cartizze". Sfiora borghi
caratteristici, quali Cison di Valmarino e Follina, nonché
castelli medievali, ville, antichi mulini, chiese ed abbazie.
Lo scenario è unico: il reticolo dei vigneti domina da secoli
le morbide colline. Tradizione e passione per la coltivazione sono
elementi ricorrenti in questo territorio ricco di fascino.
Protagonista assoluto è sicuramente il
vino, in particolare il "Valdobbiadene Prosecco DOCG" e il
"Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze", il cui nome deriva da una
piccola area formata da 103 ettari di vigneti. Essa è compresa
tra le colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel
comune di Valdobbiadene.
Questa piccola area, è caratterizzata da un microclima
particolare ed un terreno assai vario: argilloso ma non troppo,
così da permettere un veloce drenaggio delle acque piovane e nel
contempo, garantire una costante riserva idrica per la pianta. Qui viene
prodotta l'uva che, una volta vinificata darà origine al famoso
"Cartizze", un vino di altissimo livello, orgoglio di tutta la zona.
Nella fascia collinare di Conegliano-Valdobbiadene si producono anche
altri prodotti gastronomici di grande interesse per gli appassionati.
Frutto della stessa passione e genuinità usata nella coltivazione
della vite, si tramanda una cucina dai profumi e dai sapori tipici e
tradizionali, basata sulle materie prime locali. La selvaggina viene
cucinata allo spiedo, arrostita o in umido ed è generalmente
accompagnata dalla polenta e dai funghi, di cui la zona è
ricca.
Tra i prodotti caratteristici vi sono la "sopressa"; i famosi
"Marroni di Combai"; gli ottimi abbinamenti di funghi e zuppe. Poi, la
"Casatella", un formaggio che affonda le sue radici nella tradizione
casearia trevigiana come anche i formaggi del Cesen e del Cansiglio.
A questi si aggiungono altri prodotti, apparentemente poveri, ma
largamente apprezzati perché genuini e versatili come il
radicchio di Treviso, il miele e le erbe spontanee di bosco. Tante altre
bontà si armonizzano in una cucina semplice e dai sapori decisi.
Tra i piatti storici vanno ricordati: "Risi e bisi", "Sopa coada" (una
zuppa a base di pane e piccioni), "S'cioss" (lumache), oche farcite e
molti altri.
Il tutto con il prezioso accostamento del "Prosecco DOCG", adatto
come aperitivo ma anche a tutto pasto, irrinunciabile esaltatore dei
sapori genuini di questa terra.
I principi in base ai quali un vino può fregiarsi della
denominazione "Valdobbiadene Prosecco DOCG"
Cinque sono le regole fondamentali del Disciplinare che regola la
produzione delle uve e dei vini con denominazione " Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG":
- Le uve: devono provenire da vigneti inseriti
nell'area di denominazione delimitata per legge.
- Le
varieta': sono ammesse attualmente solo le uve di
Glera. Possono concorrere alla formazione del vigneto i vitigni di
Verdiso, Perera e Bianchetta per un massimo del 15%.
- La
vinificazione: deve essere eseguita secondo le
norme previste dal Disciplinare e può avvenire solo
all'interno dei comuni della zona DOCG. Mentre, per il Cartizze,
è possibile svolgerla solamente all'interno del comune di
Valdobbiadene.
- La spumantizzazione e
l'imbottigliamento: possono essere eseguiti esclusivamente
nelle cantine della provincia di Treviso.
- La
commercializzazione: prima dell'imbottigliamento
ogni partita di vino deve superare l'esame analitico di un
laboratorio e l'esame organolettico eseguito dalla commissione di
enologi della Camera di Commercio.
Sono cinque regole semplici, ma molto precise, pensate per
garantire ai consumatori una origine certa ed una qualità
eccellente.
Cosa differenzia le versioni "Brut", "Extra Dry" e "Dry" del
Prosecco DOCG? la differenza consiste principalmente nella
durata della rifermentazione nel "Prosecco
Brut" la seconda fermentazione viene interrotta quando la
quantità di zucchero residua è piuttosto ridotta (massimo
12 g/l). Ne risulta uno spumante raffinato, dal colore giallo paglierino
scarico, caratterizzato da aromi floreali, gusto armonico e secco;
per produrre il "Prosecco Extra Dry", cioè la
versione più classica, la rifermentazione viene bloccata nel
momento in cui la quantità di zucchero residua è compresa
tra i 12-17 g/l. Il perlage è fine, persistente ed il colore
paglierino scarico. Il gusto armonico, sapido, morbido e leggermente
acidulo;
infine, il "Prosecco Dry": in questo caso, la
rifermentazione viene interrotta quando la quantità di zucchero
residuo è compresa tra i 18 e 33 g/l. Si ottiene così un
vino di sapore decisamente amabile. Questa versione raggiunge risultati
eccezionali con le uve provenienti dalla zona del "Cartizze".
Il "Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze"
è un vino dal colore brillante, perlage fine, persistente ed un
bouquet aromatico elegantemente fruttato, il gusto è
abboccato.
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